Lunario–Tellurio meccanico. Un motorino elettrico da modellismo aziona il moto diurno, e da questo un treno di ingranaggi distribuisce il moto sinodico alla Luna, quello di nutazione al piano orbitale lunare e quello annuo al complesso. Gli ingranaggi sono stati eseguiti quasi tutti a mano, avendo un numero di denti calcolato per ottimizzare i periodi. Materiali: ottone, quercia, melo, ferro (dove necessario). |
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La Macchina Celeste di Antikythera: frammenti di genio di una scienza leggendaria. Dal modello virtuale alla costruzione meccanica: una pagina per raccontare la storia. |
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Macchina geo-eliocentrica per i moti planetari: alterna il movimento epiciclico attorno ad una Terra immobile al centro, con la Terra in moto ed eliminazione dell'epiciclo. Un solo meccanismo illustra la retrogradazione planetaria secondo i due diversi schemi, all'ingresso del Civico Planetario di Milano (filmato .divx e immagini commentate, 6,6 Mb). |
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Piccolo osservatorio in Liguria. Cupola in legno e fibra di vetro, apertura di osservazione a sezioni amovibili, con funzione anche di ingresso. Diametro 3 metri. (Non più in esercizio). |
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Come sopra, aperto per mostrare lo strumento principale. Riflettore da 20 cm. con movimenti elettrici; ottica commerciale, tutto il resto autocostruito. (Nota: progetto di gioventù in consorzio con l’amico Franco Molteni. Per la foto “in sezione” non ho segato la cupola, è bastato ruotare la finestra durante l’esposizione). |
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Lucciole che sciamano (tele 135mm. F/1.8). Inquinamento luminoso naturale: certe sere di primavera entravano in cupola e bisognava allontanarle dalle ottiche durante le pose fotografiche… |
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Macchina precessionale: la sfera armillare con la Terra è libera di ruotare su un asse verticale, secondo il piano dell’eclittica. L’asse polare descrive quindi il moto conico. Intorno andranno collocate le stelle (in costruzione…). Diametro ca. 60 cm. |
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Uranio su film: autoradiografia “alla Rutherford”. Un pezzetto di uraninite (UO2) tagliato e levigato, appoggiato al buio su una pellicola invertibile, e lasciato “in posa” per 10 giorni. L’attività non è tanto dell’uranio quanto dei nuclei succedanei, e si concentra secondo le alterazioni cristalline; le tracce scure sono graffi sull’emulsione. (Una camera a nebbia funzionante non mi è mai riuscita. A qualcuno sì?) |
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Spedizione in Val d’Aosta per la cometa Hale-Bopp, con l’amico Marco Milani (al centro, di guardia alla Camera Schmidt). Notte a 3000 mt. e –8 C, secca e limpida! Il collegamento porta ad una mia foto con un 135mm. f./1.8 in parallelo; il vento ha reso difficile fare di più. Sul sito del Milani trovate di meglio: alcune sue immagini sono nella banca video del Planetario. |
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